Guardo le macchine che passano.
Per non guardarti.
Hai una mano sul mio braccio, per mantenere un contatto che non ti sto più concedendo.
Sento la tua disperazione.
E' solida.
La tua disperazione è anche la mia.
Non lo so nemmeno perché lo faccio, non so perché tu sia innamorata di me e non so perché io abbia così paura di essere innamorato di te.
"Non fare pagare a me le sofferenze del tuo passato" mi dici, o qualcosa di simile.
Non è così, ma forse ti fa bene credere che sia un motivo.
Non c'è motivo, questa è la mia disperazione.
So che sto per fare l'ennesima cazzata.
Me ne pentirò già domani penso.
Sento che questa volta non mi cercherai più,
Sento che questa volta non ti farai più trovare.
Sono sempre più disperato e triste.
Adesso finalmente posso guardarti mentre vai via.
Non potevo guardarti prima.
Non potevo mostrarti questa sofferenza.
Che bella che sei.
Ricordi Osceni
Gli atti sessuali, i pensieri, le emozioni vissute. Quelli più osceni e quelli meno.
Senza censura.
Le donne presentate sono reali con nomi inventati, non sia mai che qualcuna si riconosca.
Le situazioni sono reali per quanto mi posso ricordare, magari colorite.
Le musiche scelte sono strettamente collegate alla situazione o alla persona.
martedì 15 novembre 2011
mercoledì 5 ottobre 2011
Scritte invisibili
La guardo e la trovo bellissima.
In fin dei conti sa apprezzare anche il cibo messicano.
Un altro punto a suo favore.
Bella, simpatica, energica e attiva.
Sono combattuto se pensare quanto mi piace o se immaginarla nuda.
Arriva il caffè.
E' l'ora di un gioco, spontaneo.
Nessuna forzatura
Nessun imbarazzo.
L'abbandono a un gesto che ci avvicina e che ricorderemo probabilmente per sempre.
Inconsueta dolcezza da parte mia, ma alle volte anche io ci riesco.
E' l'ora del conto quando ho saggiato le sue labbra.
Le sue dita accarezzano le mie guance.
Adesso sì che posso immaginarla nuda.
Grazie.
venerdì 23 settembre 2011
Violata
Ha gli occhi bendati.
Aspetta.
Messa così a pecorina mi sembra ancora più indifesa.
Le ho legato le braccia dietro la schiena.
Questo fa si che il suo volto affondi sul cuscino e la schiena si inarchi per tirarle ancora più su il sedere.
Le accarezzo le natiche.
Passo la lingua sulle grandi labbra.
E' bagnata.
Stuzzico il clitoride con un dito e inizio a leccare intorno all'ano.
Ansimi
Passo la punta della lingua sull'ano.
Ansimi.
Faccio cadere un po' di saliva.
Il buco è stretto, vergine.
raccolgo con il medio un po' dei suoi umori tra le gambe.
poi inizio a massaggiarle l'ano.
entro piano.
un gemito.
esco e entro con il dito lentamente.
piano piano la sento rilassarsi, piano piano le pareti dell'ano fanno meno resistenza.
Mi alzo e prendo il burro dal comodino.
mezzo sciolto, fa un po' schifo a vederlo così.
Contemplo il suo sedere che si muove in attesa.
contemplo il suo ano che sembra respirare.
Si apre e si chiude come se ci fosse ancora il mio dito a entrare e uscire.
Rimetto il dito, con il burro questa volta.
e continuo a massaggiarla per un po'.
Mi infilo il preservativo e mi masturbo qualche secondo con il burro sulla mano.
La guardo.
Respira veloce, sarà eccitazione, sarà paura.
Entro.
Sento l'ano chiudersi sulla mia cappella.
Ansima.
entro piano piano.
smette di ansimare.
Affonda la testa nel cuscino e lo morde.
rimango fermo così per un po'.
poi antro ancora di un paio di centimetri.
Un lamento, si sposta in avanti, io indietro ed esce.
Fa male mi dice.
La lascio riposare un paio di minuti.
Sento ancora resistenza quando rientro,
vedo smorfie di dolore, ma mi incita a entrare di più questa volta.
Dai
affondo.
un urlo.
esco.
rientro.
cambia espressione.
Guardo la sua testa ondeggiare sul cuscino a ritmo dei miei colpi.
Guardo il mio uccello entrare e uscire dal suo culo violato
mercoledì 21 settembre 2011
Dopo concerto
Lei suona decisamente bene, e la grazia del violino ben si addice alla sua figura elegante.
Per quanto mi piaccia la musica esulto quando termina il concerto.
Ci incontriamo fuori dal teatro, sale in macchina e mi bacia.
Quanto ci mettiamo fino a casa tua?
Un'ora.
Apre i bottoni dei jeans e infila la mano.
Lo accarezza con le dita gelate.
Mi riaccompagni a casa dopo?
Accendo il motore e parto.
Mentre la spoglio mi accorgo che sta tremando.
Non so se è per il freddo o se ha timore per qualcosa.
La sdraio sul letto e la guardo.
Si copre il seno con un braccio imbarazzata.
Non le piace il suo seno, è vero.
Non è bello.
Incomincio a toccarle la fica depilata.
Mi fa sempre effetto così rasata.
Inizio a leccarla e lei con una mano cerca tra le mie gambe.
lo afferra e inizia a masturbarlo.
si gira su un fianco e lo prende in bocca.
Ci mette foga, ma io non voglio venire così. E inizio a pensare ai cazzi miei.
La distendo su un fianco e la penetro così come piace a me, mentre le masturbo il clitoride.
La guardo.
Sembra un'altra persona adesso.
Senza vestiti, senza violino e con quell'espressione in faccia.
martedì 20 settembre 2011
Senza finire
Il preservativo si dev'essere asciugato perchè mi dice che le da fastidio.
Mi levo e la lubrifico con la lingua.
Nel frattempo che la lecco mi riposo un po' anche io.
Mi accarezza la testa e mi guarda.
Ad alcune donne piace guardare.
Poi mi sdraia e fa lo stesso con me.
Ma giusto il tempo per bagnare di saliva il preservativo.
Si siede a cavalcioni e tenendolo in mano se lo mette dentro.
Inizia a fare su e giù, ma troppo lentamente.
Si ferma, La guardo
Mi dispiace, mi da fastidio.
Si sfila, tira via il preservativo e me lo riprende in bocca.
lo tiene per la base, non mi masturba con la mano,
Succhia.
Mi da un po' di fastidio.
Le metto una mano sulla testa e la spingo.
Quasi si strozza. Ehi! mi dice seccata.
Non ha capito, riprende a succhiare senza muoversi.
riprende a darmi fastidio.
Guardo l'ora.
La riguardo.
Così non vengo, Giusy.
Sabato prossimo facciamo l'amore fino in fondo allora.
Lo lascia lì, duro. e mette la testa sul mio petto, manco fossimo due innamorati.
Mi fa incazzare ancora di più questa cosa.
Adesso lui è moscio e io sono rigido.
Meglio se vai.
Dice qualcosa ma non la sto più ascoltando, mi rivesto e vado in cucina.
Dopo che se n'è andata, mi metto un porno e vengo finalmente.
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